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Le zone frontaliere lungo il confine continentale tra Italia e Francia, ed
in particolare i territori della Provincia di Torino e del Dipartimento della
Savoia sono da sempre luogo d’incontro fra le popolazioni dei due versanti
delle Alpi, ed hanno visto, storicamente, dei grandi sforzi di superamento
della barriera naturale costituita dalle Alpi stesse.
I grandi eventi che negli ultimi due secoli hanno segnato il tentativo di
aprire canali più facili di comunicazione e di collaborazione sono:
1802: costruzione della strada “napoleonica” per il superamento del valico
del Moncenisio;
1871: entrata in funzione del tunnel ferroviario fra Bardonecchia e Modane
per il collegamento Roma-Parigi;
1964: termine della costruzione dell’attuale diga del Moncenisio, che alimenta
contemporaneamente le centrali elettriche di Villarodin (Modane) e Venaus
(Susa);
1980: apertura del traforo autostradale del Frejus.
Nel prossimo decennio queste zone frontaliere saranno nuovamente interessate
da importanti eventi quali i Giochi Olimpici invernali di Torino nel 2006,
la costruzione della linea ferroviaria ad “alta velocità-capacità Torino –
Lione”, le Universiadi di Torino nel 2007 ed il Campionato del mondo di sci
alpino in Val d’Isere nel 2009.
Certamente questo implicherà una grande mobilitazione di risorse umane da
impiegare, a diversi livelli, nella realizzazione di queste grandi opere e
nell’erogazione dei servizi ad esse relative. Ciò comporterà, altresì, il
coinvolgimento di tutta l’area geografica interessata (Piemonte e Rhône-Alpes)
ed è prevedibile che i movimenti di lavoratori coinvolgeranno anche gli altri
territori dell’ Unione Europea. Ciò rappresenterà, per le popolazioni dei
territori interessati (e anche di quelli limitrofi), un importante opportunità
occupazionale nell’ambito della quale i servizi pubblici per l’impiego italiani
(Centri per l’impiego) saranno chiamati a svolgere, in collaborazione con
quelli francesi (ANPE) l’importante ruolo di promozione e gestione dell’incontro
tra domanda e offerta di lavoro a livello “transfrontaliero” e “transnazionale”
avvalendosi anche della rete EURES.
Diventa pertanto necessario mettere in atto strategie che favoriscano una
certa fluidità del “Mercato del Lavoro”, rimuovendo quegli ostacoli che possono
rallentare se non addirittura precludere una naturale mobilità dei cittadini
provenienti dai diversi paesi, attratti dall’incremento dell’offerta di lavoro.
A fronte del previsto aumento dell’offerta di lavoro da parte delle imprese
il progetto consentirà, infine, attraverso la regolazione del mercato, di
diminuire il rischio del lavoro irregolare e della proliferazione di una domanda
sotterranea di servizi.
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